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venerdì 13 aprile 2018

Passatelli con Stridoli, Mora Romagnola, Formaggio di Fossa e Scalogno dolce di Romagna

Più romagnoli di così non si può!!!

Stamattina mi sono recata al Mercato coperto dai "miei" ortolani a cercare le fragole nostrane, ma... niente da fare! Il freddo tardivo ne ha rallentato la crescita e mi dicono che ci vorranno ancora circa dieci giorni. Però sui banchi è un trionfo di tante erbette selvatiche e primizie primaverili. In particolare noto dei bei mazzetti di Stridoli o Strigoli. Li conoscete? Sono i germogli della Silene, un'erba spontanea molto comune. Il loro nome dialettale sembra derivi dal fatto che le foglie, passate tra le dita, emettano un piccolo strido. Crescendo la pianta sviluppa dei fiori bianchi dai calici rigonfi, che da bambini ci divertivamo a comprimere sul dorso della mano, perchè nell'impatto producevano un piccolo scoppio. Per questo i nostri vecchi li chiamavano anche "Stciupetìn".  Il loro sapore é gradevole e leggermente sapido. Qui da noi, si usa molto cucinarli in un sugo rosso di pomodoro per condirci le tagliatelle, ma per valorizzarli al meglio, credo che li farò in bianco.
Ecco allora l'ispirazione... ci condirò i Passatelli! Quindi acquisto anche dello Scalogno dolce di Romagna, della Pancetta artigianale di Mora Romagnola dalla mia macelleria di fiducia e del Formaggio di Fossa di Sogliano  presso un'altra bottega del mercato. Soddisfatta del bottino, me ne torno a casa e mi metto subito all'opera, pensando di deliziare il maritino al rientro dal lavoro.

Ricette riciclo e recupero pane
Passatelli con Stridoli, Mora Romagnola, Formaggio di Fossa e Scalogno

Come curiosità vi mostro la pianta degli Stridoli, la Silene, che sicuramente riconoscerete per i caratteristici fiori a palloncino, avendola senz'altro incontrata durante qualche passeggiata in campagna. 

Pianta degli Stridoli - Silene

Pianta degli Stridoli - Silene

Passatelli con Stridoli, Pancetta di Mora Romagnola, Formaggio di Fossa e Scalogno di Romagna

Ingredienti (per 4 persone):

Per i Passatelli guardare ==> QUI

Per il condimento:
  • 6 fette un po' spesse di Pancetta artigianale di Mora Romagnola (o altra a vs. disposizione)
  • 5 Scalogni dolci di Romagna (o altri a vs. disposizione)
  • 6/8 cucchiai di olio e.v.o.
  • 150 g. di Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone o Ambra di Talamello grattugiato (o altro ben stagionato e saporito, vanno bene anche il Parmigiano o il Grana)
  • 2 mazzetti di Stridoli
  • Sale e Pepe di mulinello

Procedimento:

Ricette romagnole - riciclo recupero pane
Passatelli Romagnoli

  • Per il condimento: in un'ampia padella con l'olio mettere ad appassire lo scalogno sbucciato e tagliato a rondelle sottili, avendo cura di salare.

Far appassire lo scalogno

  • Intanto tagliare a listelline la pancetta, poi aggiungerla allo scalogno e farla cuocere leggermente, ma prima ammiratene la meraviglia (la bontà, purtroppo, si può solo immaginare).

Suino Mora Romagnola
Pancetta Artigianale di Mora Romagnola

Scalogno di Romagna
Aggiungere la pancetta allo scalogno
  • Lavare e sfogliare gli stridoli, poi inserire anch'essi in padella, facendoli appassire appena appena. Aggiustare anche di sale se ce ne fosse bisogno.

Strigoli
Stridoli
Sugo con Strigoli o stridoli
Aggiungere gli stridoli in padella

Ricette romagnole
Far appassire gli stridoli

  • Gettare i passatelli in acqua bollente salata per due minuti (oppure in un brodo di carne sarebbe il massimo, avendolo a disposizione). Scolarli e saltarli nella padella col condimento. Insaporire con una spolverata di pepe macinato al momento.
  • Porzionare nei piatti e cospargere con abbondante formaggio di fossa.

Passatelli asciutti con Stridoli, ricetta romagnola
Passatelli con Stridoli, Mora Romagnola, Formaggio di Fossa e Scalogno

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giovedì 12 aprile 2018

Pizzoccheri Valtellinesi

Ho una predilezione per il cibo montanaro. Canederli, polenta, Spätzle e Pizzoccheri fanno parte da tempo della mia cucina familiare... Ora in soffitta sono rimaste le ultime patate (tra un paio di mesi avremo le nuove) e nell'orto le ultime verze che coi tepori primaverili si stanno "spaccando", essendo loro una verdura invernale. Colgo allora l'occasione per preparare gli ultimi Pizzoccheri della stagione. Per chi non li conoscesse, i Pizzoccheri sono una pasta valtellinese che si prepara mescolando farina di frumento con farina di grano saraceno ed assomigliano a delle tagliatelle corte. A dispetto del suo nome, il grano saraceno non è un cereale, ma una pianta erbacea della famiglia delle Polygonaceae; la sua farina però trova gli stessi utilizzi di quelle più tradizionali e non contiene glutine.
Per tanti anni ho realizzato questo piatto senza aver mai assaggiato l'originale, poi lo mangiai, parecchi anni or sono, a Bormio e con mia grande soddisfazione constatai che il mio era  uguale al loro e che quindi l'avevo sempre interpretato bene.
Di solito i Pizzoccheri li compro in pasta secca,  questa volta, però, ho voluto farli io. Siccome non amo particolarmente la farina di grano saraceno, in quanto a volte risulta un po' scagliosetta, l'ho sostituita con farina di frumento integrale. Inoltre, poichè per una romagnola è difficilissimo non aggiungere uova nella pasta fresca, mi sono permessa di metterne uno, che nella ricetta originale non c'è, per dare un po' più di corpo alla pasta stessa.
Per quanto riguarda i condimenti, il formaggio più indicato sarebbe il pregiato Bitto, ma dalle mie parti è quasi introvabile, oltre che abbastanza costoso, per cui l'ho sostituito con l'ottimo Casera, anch'esso valtellinese. In  estate, al posto della verza è possibile usare le bietole.

Pizzoccheri della Valtellina homemade
Pizzoccheri Valtellinesi

Pizzoccheri Valtellinesi


Ingredienti (per 4 persone):

Per i pizzoccheri:
  • 200 g. di farina di frumento integrale
  • 100 g. di farina 0 o 00
  • 1 uovo
  • 100 g. circa di acqua (da regolare)
  • 1 pizzico di sale

Per il condimento:
  • 15 /20 foglie di cavolo verza
  • 300 g. di patate
  • 2 cucchiai di olio e.v.o. (facoltativo, aggiunta mia)
  • 80 g. di Burro
  • 2 spicchi di aglio
  • 8/10 foglie di salvia
  • 200 g. di formaggio Casera (o Bitto per i più fortunati, ma potrebbe andare bene anche un Asiago, un Montasio o una Fontina Valdostana))
  • Sale e pepe

Procedimento:
  • Per i pizzoccheri mescolare le due farine e disporle a fontana sul tagliere. Mettere al centro l'uovo,  l'acqua, il sale e cominciare ad amalgare con una forchetta dal centro verso l'esterno, incorporando via via sempre più farina. Quando l'impasto comincia a formarsi. abbandonare la forchetta e lavorare con le mani fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea. Volendo, lasciarlo riposare 30', ma io di solito lo stendo subito.
  • Tirare al mattarello in una sfoglia non troppo sottile (si tratta di una pasta rustica), oppure, come ho fatto io, tagliare l'impasto a pezzi, appiattirli un po' con le mani e passarli più volte alla sfogliatrice, cominciando dallo spessore più largo fino al penultimo più sottile (per quella del Kenwood n. 8).
  • Infarinare il tagliere ed appoggiarvi sopra le strisce di sfoglia, tagliarle ad una larghezza di 5/6 cm, poi infarinare bene anch'esse, sovrapporne 3 o 4 per volta e tagliare come tante tagliatelle corte e larghe circa 1 cm.
Pizzoccheri della Valtellina homemade
Pizzoccheri Valtellinesi

  • Separarli, disporli larghi su un vassoio e tenerli da parte.
  • Per il condimento: Prelevare le foglie dal caspo di verza, lavarle e privarle della parte più consistente della costa centrale, poi sovrapporle e tagliarle a listelle.

Taglio della Verza dal mio orto bio

  • Mettere a bollire una pentola d'acqua e intanto sbucciare e tagliare le patate a cubetti di circa 1/1,5 cm di lato.

Taglio delle patate

  • Tagliare a listelli grandi anche il formaggio, scartando la crosta.

Taglio del formaggio

  • In una padella capiente mettere due giri di olio evo, il burro a pezzetti, gli spicchi di aglio e le foglie di salvia. Far scaldare a fuoco basso per far insaporire l'intingolo.

Intingolo di burro, aglio e salvia

  • Ora gettare le patate nell'acqua bollente salata e farle cuocere per qualche minuto, poi aggiungere la verza e dopo un paio di minuti aggiungere anche i pizzoccheri, non prima però di aver verificato che i cubetti di patate si siano ammorbiditi. Continuare la cottura ancora per 2 o 3 minuti.
  • Scolare e versare metà dei pizzoccheri, patate e verza nella padella dell'intingolo di aglio e salvia e cospargere con una  parte di listelle di casera. Versare sopra anche l'altra metà  e completare col restante casera. Rimescolare il tutto su fuoco basso per agevolare la fusione del formaggio e servire.

Pizzoccheri della Valtellina homemade
Pizzoccheri Valtellinesi ultimo step

  • Anche se superfluo e non previsto, da buona romagnola non rinuncio ad una bella spolverata di Parmiggiano Reggiano.

Pizzoccheri Valtellinesi fatti in casa
Pizzoccheri Valtellinesi

Questi sono i Pizzoccheri originali col grano saraceno in pasta secca che normalmente compravo già pronti. 

Pizzoccheri Valtellinesi acquistati pronti

E questo è il piatto finito coi Pizzoccheri in grano saraceno acquistati: vedete le scagliette di cui dicevo nell'intro? (buoni anche questi, ma preferisco i miei fatti in casa... non vogliatemene...) 

Pizzoccheri Valtellinesi fatti in casa
Pizzoccheri Valtellinesi


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giovedì 22 febbraio 2018

Impressioni di Sicilia 2^ Parte: Mazara del Vallo


19 Settembre 2017 - Oggi la nostra destinazione è Mazara, che raggiungiamo intorno alle ore 10,30. Prima di inoltrarci nel centro optiamo per una sosta al lido della Tonnarella. Lasciamo la macchina sugli spazi bianchi della strada antistante, riuscendo a vederla comodamente dalla riva. Il tempo è un po' incerto e, complice la stagione inoltrata, scopriamo con piacere una spiaggia semideserta a nostra completa disposizione.  La sabbia è fine e chiara, il mare calmo e l'acqua celeste e trasparentissima. Sulla riva qualche cumulo di posidonia spiaggiata, ma è solo un pregio che denota la buona salute dell'ecosistema marino. Ci concediamo un  piacevole bagno corroborante.

==>   Qui  la 1^ Parte: verso San Vito Lo Capo e Cous Cous Fest

Spiagge Mazara del Vallo Sicilia
 Spiaggia Tonnarella - Mazara del Vallo

Spiaggia Mazara del Vallo
 Spiaggia Tonnarella - Mazara del Vallo

Dopo esserci asciugati e crogiolati al sole, recuperiamo l'auto per andare in centro. Parcheggiamo negli spazi bianchi gratuiti di Via Veneto e ci inoltriamo nella Casbah, l'antico quartiere arabo, formato da un pittoresco dedalo  di viuzze, stradine, piazzette, su cui affacciano fitti, vecchi edifici, spesso decorati  da murales e piastrelle colorate. La zona è caratteristica, anche se un po' decadente e vale la pena farci un giro. Purtroppo non ho foto mie di questa parte della città, ne inserisco qualcuna presa dal web a titolo esemplificativo. 

Giro di Mazara del Vallo
 Kasbah - Mazara del Vallo

Kasbah di Mazara del Vallo
 Kasbah - Mazara del Vallo

Diario di viaggio in Sicilia occidentale
 Kasbah - Mazara del Vallo

Casba Mazara del Vallo
 Kasbah - Mazara del Vallo

Turismo in Sicilia occidentale
 Kasbah - Mazara del Vallo

Gironzolando per il centro si incontrano varie chiese, per lo più chiuse, come quella di Santa Veneranda, proprio in zona Kasbah, iniziata nel 1650, con l'articolata facciata ricca di elementi architetonici sulla quale svettano due eleganti campanili gemelli, caratteristica che si riscontra abbastanza spesso negli edifici religiosi siciliani.

Diario di Viaggio Sicilia occidentale
Chiesa di Santa Veneranda - Mazara del Vallo 

O quella di San Calcedonio, ex Santa Lucia, detta anche "Del Purgatorio" del XVIII sec., dal grazioso frontale barocco. 

Itinerari in Sicilia occidentale
Chiesa di San Calcedonio ex Santa Lucia detta "del Purgatorio" - Mazara del Vallo

E ancora, spingendoci verso l'argine del fiume Mazaro, la chiesa di San Nicola di Bari, risalente al '600. Da notare, così come nella precedente, la struttura a vela con le tre campane nella parte superiore della facciata, altro particolare, questo, che si incontra abbastanza di frequente in questa parte di Sicilia e che ricorda un po' le chiese sudamericane.

Chiese di Mazara del Vallo
 Chiesa di San Nicolò di Bari - Mazara del Vallo

Molto diversa dalle altre è la vicina Chiesa di San Nicolò Regale, edificio normanno del XII sec., le cui linee pulite e squadrate, tipiche di quello stile, formano un insieme geometrico di grande effetto, pur nella semplicità della struttura a cubo. E' una delle pochissime che ha resistito agli attacchi stilistici delle epoche successive, conservando nel tempo l'aspetto originario (le due foto sono prese dal web, perchè le mie non mi soddisfacevano).

Monumenti di Mazara del Vallo
Chiesa di San Nicolò Regale - Mazara del Vallo

Chiesa di San Nicolò Regale - Mazara del Vallo
Chiesa di San Nicolò Regale - retro - Mazara del Vallo

Rientrando verso il centro ci imbattiamo nel piccolo Teatro Garibaldi, originario del 1848, costruito, si dice, col legno delle barche, ma le ricche decorazioni nascondono benissimo la modestia dei materiali impiegati. Intimo e suggestivo riporta ad atmosfere d'altri tempi.

Turismo a - Mazara del Vallo
 Teatro Garibaldi - Mazara del Vallo

La prossima tappa è Piazza del Plebiscito su cui sorge la Chiesa di Sant'Ignazio, fondata nel 1701, la cui particolarità è quella di non avere il tetto in seguito ad un crollo negli anni '30. I due campanili gemelli, invece, sono stati abbattuti successivamente per motivi di sicurezza. Altra peculiarità è l'interno a pianta ellittica corredato da sei cappelle che ne scandiscono il perimetro. I pregevoli affreschi recuperati, raffiguranti la vita del Santo, sono ora conservati presso il museo diocesano. E' un vero peccato averla parzialmente persa, in quanto ciò che resta ne fa intuire l'originaria bellezza, anche se, la mancanza del soffitto le fa "entrare il cielo dentro", restituendole, in altro modo, parte del fascino e della suggestione persi col cedimento della volta.

Visitare Mazara del Vallo
Chiesa di Sant'Ignazio - Mazara del Vallo

Chiesa di Sant'Ignazio - Mazara del Vallo
Chiesa di Sant'Ignazio - Interno - Mazara del Vallo

Chiese di Mazara del Vallo
Chiesa di Sant'Ignazio - Interno - Mazara del Vallo

Monumenti a Mazara del Vallo
Chiesa di Sant'Ignazio - Interno - Mazara del Vallo

Subito dopo si trova il Collegio dei Gesuiti, del 1675, facente parte dello stesso complesso di Sant'Ignazio. Ecco l'ingresso ornato dai Telamoni (statue giganti impiegate come colonne, rappresentanti gli Atlanti, figure mitologiche maschili addetti al sostegno della volta celeste).

Visita a Mazara del Vallo
Collegio dei Gesuiti - portale d'ingresso - Mazara del Vallo

Collegio dei Gesuiti - Mazara del Vallo
Collegio dei Gesuiti - atrio porticato - Mazara del Vallo

Di fronte è collocata l'ex Chiesa di Sant'Egidio, sovrastata da una cupola in stile arabeggiante, che ospita il Museo del famosissimo Satiro danzante, statua bronzea greca del IV secolo a.C., ripescata casualmente dai fondali del Canale di Sicilia nel 1998 (le due foto successive non sono mie, ma prese dal web)

Ex Chiesa Sant'Egidio Mazara del Vallo
Ex Chiesa Sant'Egidio ora Museo del Satiro sulla dx - Sant'Ignazio a sx - Mazara 

Musei a Mazara del Vallo
Satiro danzante - Mazara del Vallo 

Dopo un po', attraverso una scalinata, sbuchiamo sul bel lungomare, elegante e ben tenuto.

Lungomare Mazara del Vallo
Lungomare - Mazara del Vallo 

Sulla nostra sinistra, magnifici giardini incorniciano la splendida Cattedrale che, col suo colore ocra, si staglia contro l'azzurro del cielo riflettendone i raggi solari tra la vegetazione rigogliosa, restituendo così un colpo d'occhio formidabile.

Cattedrale del SS. Salvatore - Mazara del Vallo 

La Cattedrale del Santissimo Salvatore fu fondata dal normanno Conte Ruggero nel 1093 su una preesistente moschea, per celebrare la vittoria contro gli arabi. Dell'impianto originario non rimane molto, in quanto alla fine del '600 venne effettuata un'ampia  ristrutturazione seguendo lo stile del tempo, il famoso barocco siciliano. In seguito vennero eseguiti altri rimaneggiamenti ed il risultato finale è quello di una struttura imponente, articolata e molto decorativa.

Chiese a Mazara del Vallo
Cattedrale del SS. Salvatore - Mazara del Vallo 

I giardini che la contornano sono spettacolari, impreziositi da palme ed enormi ficus secolari che, con le loro immense chiome, donano un piacevole refrigerio durante la calura estiva. Sono alberi talmente grandi che mi è impossibile inquadrarli per intero.

Giardini della Cattedrale Mazara del Vallo
Giardini della Cattedrale - Mazara del Vallo 

Giardini della Cattedrale - Mazara del Vallo
Giardini della Cattedrale - Mazara del Vallo 

Poco più avanti troviamo l'Arco Normanno, residuo del Castello fatto costruire dal già citato conte Ruggero alla fine dell'XI secolo.

Cose da vedere a Mazara del Vallo
Arco Normanno - Mazara del Vallo 

Imbocchiamo una bella strada dando le spalle al mare e ripieghiamo a sinistra entrando nuovamente in centro. Qui affaccia la Chiesa di San Giuseppe e, dopo pochi metri, il retro della Cattedrale con la sua forma composita.

Monumenti a Mazara del Vallo
Chiesa di San Giuseppe e retro Cattedrale - Mazara del Vallo 

Proseguendo sulla destra incontriamo ancora una chiesa, Santa Caterina, dall'esterno semplice, seppur decorato da qualche fregio barocco, in contrapposizione all'interno ricco e sfarzoso, di cui colpisce, in particolare, l'eleganza del soffitto a motivi geometrici con inserimenti pittorici a contrasto, peraltro abbastanza tipici in Sicilia, oltre alle tante opere, anche importanti, che vi sono custodite.

Cose da visitare a Mazara del Vallo
Santa Caterina - Mazara

Reportage di Mazara del ValloSanta Caterina di Mazara del Vallo

Attraverso un arco entriamo nella scenografica Piazza della Repubblica, delimitata dalla fiancata della Cattedrale, dal Palazzo Vescovile, dal Seminario e dalla “moderna” facciata dell’ex palazzo municipale.

Luoghi da vedere in sicilia Occidentale
Ingresso Piazza della Repubblica - Mazara del Vallo 

Piazze di Mazara del Vallo
Piazza della Repubblica - Mazara del Vallo 

Da un angolo della piazza si accede all'interno della Cattedrale, anch'essa bellissima e riccamente decorata, depositaria di tante opere, come quelle dei Gagini, illustri scultori che hanno arricchito le più importanti chiese siciliane con le loro pregevoli statue. Anche qui il soffitto, anche se totalmente diverso, fornisce uno splendido colpo d'occhio.

Cattedrale di Mazara del Vallo
Cattedrale - interno - Mazara del Vallo 

Giro di Mazara del Vallo
Cattedrale - interno - Mazara del Vallo 

Usciti dalla Cattedrale, cerchiamo la Chiesa di San Michele, perchè sappiamo che le monache di clausura dell'annesso monastero vendono dei dolcetti deliziosi preparati da esse stesse e noi siamo curiosi di assaggiarli. Ma prima ci fermiamo sulla piazza ad ammirare il bel complesso architettonico.

Giro di Mazara del Vallo
Chiesa e Monastero di San Michele Arcangelo - Mazara del Vallo 

Monumenti di Mazara del Vallo
Chiesa di San Michele - campanile - Mazara  

Per acquistare i dolcetti si entra in un portoncino proprio di fianco all'ingresso della chiesa, si parla con le sorelle attraverso una grata e si lasciano i soldi nella ruota lì accanto che, girando, li porta dentro e con un secondo giro consegna le delizie richieste.

Luoghi da vedere a Mazara del Vallo
Entrata del Monastero di S. Michele

Monache di clausura Mazara del Vallo
Monastero di San Michele - ruota vendita dolcetti

I dolcetti vengono preparati secondo le antiche ricette conventuali e costano 20 € al Kg.  Sono di due tipi: uno è un biscotto croccante alla frutta secca e l'altro è il muccunetto (bocconcino), pasticcino dai sentori floreali, in pasta di mandorle ripieno di zuccata (zucca candita) aromatizzata con l'acqua di rose. Ne acquistiamo mezzo chilo per tipo. Sono buonissimi entrambi e saranno il nostro spezzafame per i prossimi giorni.

Dolci conventuali Sicilia
 Dolcetti delle monache di San Michele

Dolcetti delle monache di San Michele
Muccunetti (bocconcini) delle monache di San Michele

S'è fatta quasi ora di cena e stiamo tornando all'auto, quando notiamo un gruppo di persone che escono da una Chiesa dalla facciata austera e quasi insignificante. Incuriositi decidiamo di entrarvi e veniamo subito accolti da un monaco simpatico ed esuberante che con fervore ci invita  alla visita. Ricorda quasi un "buttadentro" dei nostri locali estivi! Accettiamo volentieri, anche perchè merita. Entrando si rimane senza fiato, tanta è la bellezza! Si tratta della Chiesa di San Francesco d'Assisi fatta erigere verso la fine dell’XI secolo dal Conte Ruggero d’Altavìlla e quasi interamente ricostruita in stile barocco nel 1680. Il soffitto è tutto decorato, per non parlare delle pareti che sono un tripudio di statue, fregi, stucchi, bassorilievi e intarsi che ne coprono ogni centimetro quadrato. L'intraprendente frate ci porta anche nella cripta e ci illustra tutto con grande entusiasmo, definendo la basilica "best in the world".
Naturalmente alla fine è cortesemente richiesta una piccola offerta che lasciamo con piacere.

Gita a Mazara del Vallo
Chiesa di San Francesco - Mazara del Vallo 

Monumenti a Mazara del Vallo
Chiesa di San Francesco - Mazara del Vallo 

Chiesa di San Francesco - Mazara del Vallo
Chiesa di San Francesco - Mazara del Vallo 

Viaggi in Sicilia occidentale
Chiesa di San Francesco - Mazara del Vallo 

Dopo qualche giorno alle Saline di Mozia, abbiamo incontrato una coppia di Agrigento che ci ha raccontato della sua visita a questa chiesa ed, insieme, abbiamo riso bonariamente  di quel simpatico frate dallo spirito "imprenditoriale" e della sua curiosa opera di promozione della basilica "best in the world".

Ma adesso è davvero ora di cenare. Ci avevano detto della Trattoria/rosticceria Giacomo, in Via Salemi, che troviamo dopo una breve ricerca. Il locale è molto alla buona, ma c'è diversa gente, tra cui parecchi locali. Ci portano il loro antipasto misto. Il piatto è abbondante e si presenta bene ed è composto da parecchi assaggi: caponata, cous cous di verdure, insalata di polipo, insalata di razza, sarde ripiene con cipolla agrodolce e calaramaretti spillo fritti, una vera leccornia! Tutto molto buono.

Ristoranti a Mazara del Vallo
Antipasto misto - Trattoria Giacomo - Mazara

Saremmo già sazi, ma il titolare insiste per farci gustare le busiate con frutti di mare, gamberi e uova di pesce spada. Cediamo alla tentazione e ce le facciamo portare. Eccezionali! 

Mangiare in Sicilia
Busiate con frutti di mare, gamberi e uova di pesce spada - Trattoria Giacomo - Mazara

Usciamo soddisfatti. Conto totale (per due) con acqua e vino € 29,00. 

Facciamo un ultimo giro per Mazara by night, riattraversando il centro verso il lungomare, dove veniamo invitati ad entrare da qualche ristorante che ci propone menù davvero sfiziosi, ma ormai per stasera siamo a posto! Chissà se ricapiteremo... Comunque, come avrete intuito, Mazara è proprio bella e interessante. Anche se le cose principali le abbiamo viste, altre ancora ne avremmo volute vedere... anche nei dintorni, ma è ora di tornare alla base in quel di Trapani. Domani ci attende una nuova giornata in quest'isola meravigliosa.


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